Sono 165.114 gli immigrati titolari d'impresa in Italia. Si tratta di un'impresa ogni 33 (il 2,7% di quelle registrate, il 3,3% di quelle attive) e rispetto al 2003 (quando erano appena 56.421) il loro numero, a giugno 2008, è triplicato. Dal 2000 sono nate ben 140 mila aziende, al ritmo mediamente di 20 mila l'anno. E' il quadro che emerge da un rapporto della Fondazione Ethonoland, realizzato in collaborazione con i ricercatori del Dossier immigrazione Caritas/Migrantes. Si stima che complessivamente coinvolga a livello occupazionale circa mezzo milione di persone, anche italiani. Un sesto delle imprese è gestito da donne. Il maggior numero di imprese si trovano in Lombardia (30 mila) e Emilia Romagna (20 mila). A livello provinciale, spiccano Milano (17.297) e Roma (15.490). Il settore privilegiato è l'industria con 83.578 aziende (50,6%); al suo interno prevale l'edilizia (64.549 aziende) e il tessile (10.470). Gli imprenditori stranieri sono per lo più marocchini (in 5 anni sono aumentate del 27,4%), seguono i romeni (61,2%), i cinesi (24,4%), l'Albania (48,5%). I cittadini del Marocco sono per lo più dediti al commercio (67,5%), la Romania all'edilizia (80% come l'Albania); mentre la Cina si ripartisce fra l'industria manifatturiera (46%) e il commercio (44,6%).