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news di Venerdì 27-02-2009

Il Pd di Franceschini riparte "dal territorio"

Sciolto il governo-ombra, come aveva promesso, Franceschini ha messo in piedi una "squadra" di capi dipartimento in grandissima parte scelti tra i big del partito


Il Pd di Dario Franceschini ha riunito ieri per la prima volta una segreteria composta in gran parte di giovani dirigenti e amministratori locali, dopo una settimana di passione per il principale partito di opposizione che ha visto le dimissioni del segretario Walter Veltroni e un'assemblea nazionale che ha eletto sabato scorso il nuovo leader. E sciolto il governo-ombra, come aveva promesso, Franceschini ha messo in piedi una "squadra" di capi dipartimento in grandissima parte scelti tra i big del partito. Il neo segretario, che viene dalla Margherita e il cui mandato scade a ottobre - quando i democratici celebreranno il loro primo congresso - ha fretta e non lo nasconde. Fra tre mesi deve affrontare la sfida delle Europee e di un'importante tornata di elezioni amministrative, con un partito che dalla primavera del 2008 è in calo di consensi. Deve dunque convincere gli elettori che le dimissioni di Veltroni non sono state vane, che il Pd ha la forza per ripartire, anche dopo le numerose crisi che ha vissuto in poco più di un anno di vita. "La partita delle Europee, e dobbiamo farlo capire anche a tutti gli italiani, non è importante solo in sé ma per come potrebbe essere l'Italia dopo il 7 giugno", ha detto oggi Franceschini durante una breve presentazione alla stampa della sua segreteria. "La prima funzione di quest'organismo è stata quella che è stata richiesta dall'assemblea costituente...", ha detto il segretario, contornato dagli otto membri del suo staff, sei uomini e due donne, che provengono in gran parte dal Centro-Nord. "Coinvolgere il territorio... nella preparazione delle elezioni e del congresso". "Noi possiamo coinvolgere a livello nazionale i territori perché siamo radicati sul territorio", ha rivendicato il leader, il cui partito dice di contare oggi circa 6.000 circoli locali. "E' una rarità nel panorama politico italiano, dove c'è una tendenza di fondo al partito più caratterizzato sul leader e sul messaggio televisivo". Poi Franceschini ha presentato la squadra dei "capi-dipartimenti", una struttura di 12 persone destinata a prendere il posto del governo ombra - che contava 25 membri - lanciato dopo le elezioni dallo stesso Veltroni. La differenza non sta soltanto nei numeri, nel nome dell'organismo o nelle personalità che lo compongono. Il governo ombra apparteneva all'idea di un partito autosufficiente, che si candida a governare da solo. La creazione dei dipartimenti sembra invece un altro segnale del fatto che il principale partito dell'opposizione punta a ricostruire un'alleanza, sia con l'Udc che con il resto del centrosinistra, anche con quei partiti rimasti fuori dal Parlamento alle scorse politiche. I nuovi responsabili delle "aree tematiche" sono Piero Fassino, ex segretario dei Ds, che si occuperà di Esteri; gli ex ministri del centrosinistra Pierluigi Bersani, all'Economia; Enrico Letta, al Welfare; Beppe Fioroni, all'istruzione; Linda Lanzillotta, alla Pubblica amministrazione, Giovanna Melandri, alla Cultura; l'ex sottosegretario dell'Interno Marco Minniti, alla Sicurezza; Ermete Realacci, all'Ambiente; Lanfranco Tenaglia, alla Giustizia; Roberta Pinotti, alla Difesa; Margherita Miotto, agli Affari regionali e Margherita Mogello, all'Agricoltura.

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