Monopolio del 'Consorzio Venezia Nuova', costi crescenti, ridotta valutazione delle alternative. Queste in sintesi le critiche della Corte dei Conti al Mose, il sistema di barriere mobili per difendere Venezia dall'acqua alta. Le critiche sullo "Stato di avanzamento del progetto di salvaguardia della laguna e della città di Venezia" sono contenute nella relazione del magistrato della Corte dei Conti Antonio Mezzera - come riportano alcuni quotidiani locali - che aveva avviato l'istruttoria un anno e mezzo fa. "L'obbligo comunitario dei principi di parità di trattamento e trasparenza, che si realizza attraverso l'affidamento dei contratti con gare pubbliche - afferma il magistrato contabile - non risulta ancora osservato per una delle opere più significative in corso di realizzazione dallo Stato italiano". Secondo la Corte dei Conti, il Magistrato alle Acque ha lasciato al Consorzio Venezia Nuova "la completa responsabilità dell'iter tecnico dei lavori". Critiche anche per i 'tagli' da parte dello Stato ai fondi della legge speciale per Venezia: "L'esigenza di affrontare organicamente il problema della salvaguardia - si legge in riferimento agli interventi complementari alle paratoie - mal si concilia con la drastica riduzione dei finanziamenti della legislazione speciale per Venezia".