Sono 5.991 i comuni con almeno un impianto di energia rinnovabile nel proprio territorio, 2.801 in più rispetto allo scorso anno: una crescita per tutte le fonti. Un indotto economico e occupazionale da 250.000 posti di lavoro possibili in Italia: 65.000 nell'eolico (secondo le stime dell' Associazione energia del vento, Anev, al 2020) e altrettanti nel solare termico, nel fotovoltaico, nelle biomasse. E un territorio che deve solo valorizzare le risorse naturali: sole, vento, acqua, biomasse, sottosuolo. A scattare la fotografia delle fonti pulite in Italia è il rapporto 'Comuni rinnovabili' di Legambiente, presentato al Gse (Gestore servizi elettrici). I comuni premiati, tra i più verdi d'Italia, sono Dobbiaco (più 269% rispetto al fabbisogno, con 255 kw di impianti fotovoltaici, 1.279 kw di mini-idroelettrico, 1.270 mq di pannelli solari termici, teleriscaldamento da due impianti, biomas se da 25 Mw e biogas da 132 kw) e Prato allo Stelvio (6 tecnologie rinnovabili diverse: due centrali di teleriscaldamento da biomassa, 4 impianti idroelettrici per complessivi 2.050 kw, impianti fotovoltaici per 1,1 Mw, un impianto eolico da 1,2 Mw, per un risparmio del comune di 14.000 tonnellate di CO2), tra i comuni sopra i 50.000 abitanti Lecce é in grado di soddisfare il 100% del fabbisogno elettrico delle famiglie da rinnovabili (con 4.500 mq di impianti solari termici e fotovoltaici da 6 Mw e 36 Mw di eolico) e Carano (Tn) per il progetto più innovativo (3.000 pannelli fotovoltaici per una potenza di 500 kw sopra una vecchia cava di porfido per il consumo dei tre quarti degli abitanti). In provincia di Bolzano insieme con i primi due premiati, ci sono anche Vipiteno e Brunico.